E’ virale, ma non fa male

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Stiamo parlando del viral marketing: una strategia che sfruttando la natura e/o i contenuti particolarmente originali di un messaggio si diffonde in maniera esponenziale e veloce proprio come accade nel passaparola o come se fosse un virus influenzale o informatico.

Viral marketing, è un’espressione coniata da Tim Draper della Draper Fisher Jurvetson che nel 1996, utilizzò i messaggi di posta di Hotmail per inserire un link in uscita (outbound link) verso una pagina promozionale creando, l’inaspettato, dilagare di click “virali” verso la pagina voluta.

Da quel momento le tecniche si sono affinate e, oltre alle e-mail, sono nate nuove forme di condivisione del messaggio pensiamo ai social network, ai blog, ai forum che diffondono un’idea originale, un prodotto o un servizio innovativi, attraverso video, ebook, articoli, immagini, cartoline virtuali, giochi, siti web curiosi etc.

È anche in questo modo che si sono generati i cosiddetti internet meme (o internet phenomenon), che hanno un picco di visite in un periodo determinato, per poi veder calare la propria attrattiva.

Possiamo, a tal proposito, ricordare il sito The Million Dollar Homepage di Alex Tew, uno studente inglese che, per pagarsi gli studi universitari, ha avuto l’idea di vendere un milione di pixel a un dollaro ciascuno.

In definitiva, il viral marketing è una forma di social advertising che consente:

  • un’alta percentuale di diffusione dei contenuti;
  • l’elevata rapidità di condivisione;
  • il raggiungimento di un target mirato ad una particolare categoria di utenti (specialmente se utilizzati all’interno di blog o forum tematici ecc.);
  • l’assenza di costi promozionali;
  • una buona visibilità sui motori di ricerca.

Una case history esemplare.

Cadbury, un’azienda inglese produttrice di cioccolato, dopo aver realizzato il video con testimonial un gorilla

e il soggetto yebrows,

dove due fratelli che, non appena il fotografo si allontana, cominciano a far “danzare” ritmicamente le sopracciglia ecco le mucche danzanti: il risultato finale è stato un incremento notevole degli utili e delle vendite.

A cura di Stefania Paglino

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Un Commento a “E’ virale, ma non fa male”

  1. [...] Pubblicato il 17 maggio 2010 su http://www.tentaculus.it [...]

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