
Il termine guerrilla entra a far parte del marketing grazie a Jay Conrad Levinson, che nel 1984 pubblica il libro Guerrilla Maketing. Secondo l’autore l’obiettivo del guerrilla marketing è “raggiungere obiettivi convenzionali, come profitti e successo investendo energia e creatività anziché soldi” utilizzando (prendendo spunto proprio dalla guerriglia militare) metodi non convenzionali, l’effetto sorpresa e realizzando piccole azioni localizzate sul territorio.
Per guerrilla maketing si intende quindi una forma di marketing non convenzionale che irrompe nel quotidiano utilizzando strumenti non convenzionali emergendo, in questo modo, tra miliardi di messaggi pubblicitari.

Riepilogando quindi gli elementi essenziali delle azioni di guerrilla marketing sono l’effetto sorpresa, la novità, l’esagerazione, l’uso di piccoli budget, la diffusione in aree definite: tutti ingredienti che consentono di ottenere l’attenzione del pubblico in un momento in cui le “difese” sono molto basse e farlo sentire partecipe di un’esperienza unica.
Tale esperienza, grazie al passaparola (word of mouth) e all’attenzione dei media (buzz) si tradurrà nella diffusione virale del messaggio o dell’evento di cui, in alcuni casi, solo in un secondo tempo viene svelato l’emittente.

Gli eventi, gli strumenti ed i media utilizzati sono molteplici e vari. Si spazia dalle installazioni che inseriscono perfettamente nel contesto urbano come la panchina della Kitkat, le strisce pedonali di Orbit, i prodotti giganti della Nike e della Lego agli stickers appiccicati ovunque come nel caso di M&M’s o della recente campagna Yamaha Winter Pit Stop; dalle pellicolesui muri per il lancio del film 2012 o sugli ascensori alle scritte nei posti più impensati, come una cannuccia o il tappo di una bevanda;dalla personalizzazione di bags o shoppers all’utilizzo di media classici in modalità innovativa, come hanno fatto Mc Donald’s o la catena Oldtimer.




Dato l’utilizzo di budget limitati le azioni di guerrilla si prestano molto per piccole/medie aziende, come la campagna Angeli precari della gioielleria Samuela [Visualizza] o per campagne sociali quali: la lotta all’aids [Visualizza] o campagne di sensibilizzazione ad un minor spreco di carta:

Numerose le iniziative che coinvolgono il pubblico direttamente come, per esempio, la campagna Can’t stop me della Kenwood, che ha posizionato in luoghi di transito una macchina carbonizzata con lo stereo perfettamente funzionante [Visualizza] o la mosca della casa editrice Eichborn (il cui logo è una mosca) realizzata all’interno della fiera del libro di Francoforte [Visualizza]
Insomma, in tempi di crisi, con piccoli budget e la giusta strategia di guerrilla marketing i risultati non si faranno attendere!
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